L’artista

Ritratto Raffaello De Gottardo

Raffaello De Gottardo

Raffaello De Gottardo è nato a Pordenone e da bambino si è trasferito a Torre di Pordenone. Vive e opera a Pordenone in Via Maggiore, 63. Nel 1950, sedicenne, nell’attesa di avviarsi ad un lavoro, aiuta saltuariamente e senza compenso insieme ad altri coetanei sugli scavi archeologici di Torre, tanto che è a lui che si deve il ritrovamento della villa romana nel parco di Torre. Nel 1951 per puro caso presenta ad un conoscente un piccolo saggio di pittura: due fiori su sfondo nero (in figura). Da quel momento più d’uno insiste perché continui a dipingere sviluppando quella sua inclinazione istintiva. Nel 1952 ritrae una scena di scavo archeologico che attrae l’attenzione della stampa locale (Il Gazzettino, 27 marzo 1953). A natale del ’53 gli viene concesso di esporre nel Duomo di Pordenone una pala raffigurante Santa Chiara d’Assisi che mette in fuga i saraceni (Il Gazzettino, 16 febbraio 1954). Per questa pala il Municipio di Pordenone gli concede un premio di incoraggiamento. La prima mostra personale dell’artista viene organizzata dal Conte Giuseppe di Ragogna, suo mentore, nel salone di Palazzo Montereale  a Pordenone il 13 settembre del 1958, in collettiva con Olga Spanio. La mostra riscuote un ottimo successo (Messaggero Veneto, 19 settembre 1958). Il giovane artista ottiene un vivo successo anche con la sua seconda personale allestita nella sala della Scuola di Avviamento Professionale in piazza XX settembre il 26 agosto 1961 a Pordenone (Messaggero Veneto, 5 settembre 1961).

Natura morta: fiori rossi su sfondo nero

Natura morta: fiori rossi su sfondo nero

La terza mostra personale viene ospitata il 20 gennaio 1962 a Trieste, alla Galleria S. Giusto di via Foschiatti, presso l’Accademia dei “I 500”, della quale l’artista ha fatto parte. In quell’occasione il ritratto di Italo Svevo è stato donato alla figlia dell’illustre scrittore. In seguito alla necessità di trovare un’occupazione lavorativa stabile il giovane Raffaello De Gottardo dovette abbandonare la pittura. Incominciò quindi a lavorare presso l’ufficio propaganda della Savio di Pordenone, dove si occupò anche della realizzazione delle illustrazioni dei macchinari e dei loro particolari di ricambio e dei relativi cataloghi. E’ sempre alla Savio che ha iniziato l’attività di fotografo, quella che gli ha dato le maggiori soddisfazioni personali, tanto che si è convinto ad iniziare una attività in proprio; si è occupato di fotografia industriale e pubblicitaria, nonché d’antiquariato. Durante il periodo lavorativo ha continuato a coltivare la passione per la pittura, sconfinando alcune volte anche nella scultura. Ma è solamente con l’arrivo della pensione e quindi di un maggiore tempo libero a disposizione che ha potuto dedicarsi con maggiore intensità alla pittura. E’ durante questo periodo che ha dipinto i castelli della provincia di Pordenone, maturando il desiderio di poter un giorno realizzare una mostra in cui, attraverso i suoi quadri, si possano rivivere le atmosfere dei luoghi che hanno caratterizzato l’esistenza dell’artista.