Introduzione Alla Mostra Online

La scelta di utilizzare il linguaggio pittorico per esprimere una particolare visione del mondo ha origini lontane nella storia di Raffaello De Gottardo. È appena sedicenne quando dipinge un rametto di fiori rossi su fondo nero. Splendida nella sua definizione, nella tavolozza, nell’assoluta attenzione rivolta ai particolari e all’insieme compositivo, questa piccola opera realistica nelle proporzioni, dichiara fin da subito quanto l’ispirazione dell’artista sia influenzata da uno straordinario amore per la Natura e per la Classicità. Certamente non mancavano a De Gottardo la conoscenza dell’arte fiamminga e della poetica dello Still Life nordico da un lato, e la possibilità di respirare i ritmi della Natura e di esplorare con lo sguardo le campagne friulane dall’altro. L’impulso di allora si evolve oggi in un desiderio d’indagine empirica della Natura e della Cultura, che contempla nella sua rappresentazione il rapporto che l’uomo ha con l’ambiente e il paesaggio.

Castello di Pordenone

Castello di Pordenone

Nelle sue opere recenti a essere rappresentati con particolare interesse sono gli elementi antropici, i palazzi antichi, i borghi ancora essenziali, la cui architettura omogenea e coeva dialoga armoniosamente con le acque correnti dei fiumi, con i campi, i monti e i filari di alberi frondosi. L’indagine realistica nasce dalle esperienze di scavo archeologico e dalla loro rappresentazione scientifica  che l’artista ha eseguito in gioventù, sotto la guida attenta del Conte di Ragogna. Certo la  conoscenza di un uomo tanto illustre, di uno storico curioso e raffinato  ha influenzato l’artista sia nelle scelte di metodo sia in quelle stilistiche. La sensibilità per la luce in movimento, per le ombre disegnate dalle nubi nei cieli ampi e sereni, deriva probabilmente dal ricordo delle lunghe giornate di lavoro archeologico all’aperto, nella gioia della scoperta di elementi sopravvissuti al tempo, delle testimonianze di storie passate che ancora chiedevano ascolto. La capacità di osservazione e il desiderio di documentare eventi e vissuti lontani spingono Raffaello De Gottardo a eseguire, negli ultimi anni, un ciclo di opere sulle presenze di antichi castelli e di siti coevi in Provincia di Pordenone. In questa serie di quadri il pittore attribuisce molta importanza al “chiaroscuro della natura” alla Constable, in cui i contrasti di luce e ombra fungono da sostrato di ogni composizione di paesaggio, e offrono la chiave di interpretazione delle emozioni e della partecipazione  con cui l’opera è stata dipinta. Questo senso di unità narrativa permette la giusta rilevanza degli edifici storici ambientati nella scenografia della natura. Il disegno architettonico curato nel dettaglio e la cura con cui ogni frammento viene posto nella giusta rilevanza testimoniano la professionalità e la conoscenza tecnica dell’artista, mentre i colori accesi e vibranti, contemporaneamente naturalistici e idealizzati, sottolineano le valenze emotive e di partecipazione e coinvolgimento con cui Raffello De Gottardo si approccia al soggetto rappresentato.

Castello di Spilimbergo

Castello di Spilimbergo

L’oggettività non si annulla  e non viene assorbita totalmente dalla soggettività dello sguardo dell’artista, che coinvolge la dimensione poetica fino al punto di potenza, fino al momento in cui essa riesce a dire di più e meglio della realtà storica. La categoria del Tempo assimila in un presente,  a volte modificato, l’immagine della realtà accentuando alcuni colori della natura ed eliminando certe strade o  zone industriali, gli elementi della tecnologia e della comunicazione che caratterizzano il contemporaneo. Ovunque un’armonia ricercata, un equilibrio di elementi semplici e raffinati rende il lavoro di Raffaello De Gottardo meritevole d’attenzione estetica e storica, e fa di questa produzione più recente una intelligente modalità di promozione e conoscenza culturale del territorio. L’invisibile tessuto connettivo di ogni ambiente si potenzia in un insieme eloquente di lavori che motivano l’interesse con cui ciascuno può guardare e riguardare ogni singola opera e l’intero ciclo in tutta la sua semplicità e bellezza.

Dott.ssa Alessandra Santin

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